L'Inconscio secondo Freud

Nello scritto sull’Inconscio (1915), Freud specifica che i contenuti dell’inconscio sono costituiti da rappresentazioni pulsionali. Essi si strutturano in trame immaginarie, composte sia da schemi fissi, sia da tracce di vissuti personali.
Nell’inconscio le intensità degli investimenti sono particolarmente mobili: una rappresentazione può cedere ad un’altra il proprio investimento (spostamento) o appropriarsi dell’investimento di più rappresentazioni  (condensazione).
Le caratteristiche dell’inconscio sono: assenza di reciproca contraddizione, processo primario, mobilità degli investimenti, atemporalità e sostituzione della realtà esterna con la realtà psichica.
In sé i processi psichici inconsci sono inconoscibili, ma possono divenire ricostruibili attraverso i loro derivati (sogni e sintomi in primis).
Tale ricostruzione è attuabile attraverso la psicoanalisi, che consente di comprendere brandelli d’esperienza che altrimenti rimarrebbero privi di significato.
La psicoanalisi si configura, pertanto, come scienza delle tracce, resa possibile dal principio del determinismo psichico che, negando allo psichico ogni casualità, collega tutti i nostri atti in una catena associativa ferrea. Recuperando l’inconscio alla intelligibilità, la psicoanalisi riesce ad ottenere effetti di verità e, di conseguenza, di mutamento.
Per cogliere l’immensa portata dell’intuizione freudiana, oltre all’ipotesi del determinismo psichico non possiamo non ricordare l’importanza del punto di vista dinamico.
Freud introduce esplicitamente il punto di vista dinamico nella considerazione dei processi mentali inconsci, nella seconda delle “Cinque conferenze sulla psicoanalisi” tenute negli USA nel 1909. L’autore afferma che il nostro apparato psichico è diviso in zone. Tale divisione è da attribuirsi, a sua volta, al gioco di forze psichiche in conflitto tra loro. Inizialmente, Freud ritiene che le forze dinamiche di qualsiasi conflitto derivino da un’unica matrice, quella pulsionale. Si tratta cioè di un conflitto tutto interno all’individuo tra pulsioni incompatibili: quelle di natura sessuale e quelle dell’Io che si oppone alle prime e al loro libero manifestarsi (conflitto tra principio di piacere e principi di realtà). Le pulsioni sessuali spingono per divenire coscienti ma il loro contenuto è inaccettabile per la coscienza, che per questo è costretta a censurarle, rimuoverle. C’è da notare come i sogni (la via regia per arrivare all’inconscio) e i sintomi, rappresentanti delle pulsioni sessuali, pur manifestandosi sotto forma di derivati, siano comunque in grado di raggiungere la coscienza, determinando, in altre parole, il fallimento della rimozione (che invece avrebbe il compito di sbarrare la strada alle pulsioni).
In altre parole, Freud afferma che tutti gli accadimenti ed i fenomeni che si svolgono nella nostra mente affondano le radici nell’inconscio e che i contenuti e la natura dell’inconscio sono incompatibili con la coscienza desta.

Fabrizio - Benessere Mentale


 

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