Come approcciarsi alla Meditazione

Cominciare con un'osservazione distaccata di tutto ciò che si presenta, esattamente così com'è. Si parte, ad esempio dal respiro, ma pure da qualunque altro fenomeno; lo si osserva, ma se per caso l'attenzione si rivolge ad altro allora nulla d'irrimediabile, non appena ci s'avvede della disattenzione si ritorna all'oggetto d'indagine iniziale.
Diventare tutt'uno con la cosa osservata, l'oggetto, l'evento, sino al punto in cui non subentri, e senza che sia stato per nulla richiamato preventivamente in gioco, lo spettatore per eccellenza, il sé testimone. Questo è, ad esempio, il caso delle meditazioni dinamiche in cui il relax sopravviene solo dopo che si sia raggiunto un certo impegno applicativo. Più in generale, il rilassamento si verifica come coronamento del proprio sforzo di vigilanza. In altre parole non ci si può rilassare davvero se prima non ci si sia relativamente applicati. Il relax comporta un riavvicinamento spontaneo, e non forzato, a se stessi.
In un modo o nell'altro, sia che preghi, o siedi senza far nulla, cioè fluendo con l'esistenza e osservando con distacco senza praticare apparentemente alcun metodo, sia che ti adoperi perché intuisci che v'è un quid da conoscere ed esplorare, il risultato sarà sempre identico. Accadrà senza che tu l'abbia voluto, soprattutto quando avrai smesso di desiderarlo. Non puoi partire con la pretesa di farlo tuo, di afferrarlo, altrimenti lo mancheresti. Ti astieni da un metodo, ma in effetti stai praticando il non-metodo. Ti applichi, ma ti sovvieni che finché ci sarai tu a sforzarti l'esistenza si dimostrerà riluttante. Che fare?
Nulla, ciò che conta è essere presenti a se stessi nel momento in cui compi una determinata azione, essere qui e ora, ma con distacco, senza cercare di assimilare mnemonicamente il sia pur incantevole flusso delle circostanze.
L'esercizio è l'osservazione, che potremmo rivolgere alla postura o al respiro, come a tutto ciò che subentra, anche temporaneamente nel campo di coscienza. Un'osservazione sincera conduce immancabilmente a creare una distanza tra l'osservatore e la cosa osservata. Tuttavia se persisti tale distanza si annulla. Verrà il momento in cui non ci sarà differenza tra colui che osserva e un'eventuale oggetto. Un altro punto importante è non fissarti rigidamente su di un solo oggetto, ma lasciare che la mente sia spontanea. Nessuna costrizione, un po' più di fiducia ed il meglio prevarrà comunque. E se la mente intende svolazzare di continuo, ben venga. Prima o poi si stancherà e convergerà su qualcosa, oppure persino direttamente su se stessa.

Fabrizio - Benessere Mentale


 

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