Agire "Come se..."

Agire « come se » significa autosuggestionarsi a ogni momento nel modo più diretto e più pratico.
Il principio dell'autosuggestione ideativa è il seguente: suggerire a se stesso un'idea e con ciò accumulare l'attenzione su di essa, in modo tale che ne segua la realizzazione.
Nella ginnastica mentale, la suggestione iniziale esiste pure ma passa al secondo piano : non è infatti su di questa che grava il peso principale del pensiero, ma bensì sulla simulazione dell'atto. Come ogni idea suggerita tende a tradursi in atto, la simulazione, la traduzione esteriore dell'idea, rafforza e precisa questa idea.
Praticamente tutto ciò, si condensa nella semplice formula: "Comportarsi come se fossimo come vorremmo essere".
Le applicazioni di questo principio sono infinite. Siete rimasto a lungo accosciato, o colle gambe incrociate sull'orlo della sedia. Se provate ad alzarvi, sentite un formicolio doloroso in tutti gli arti. Se restate in questa posizione il dolore si aggraverà ; se invece vi alzate e camminate « come se » il dolore non esistesse, in breve ne sarete liberato.
Il nevrastenico che rimane a letto dopo sveglio sente aumentare la sua stanchezza; ma se si alza e si muove e agisce « come se » fosse agile, ed energico, a poco a poco sentirà tornargli l'energia.
Nello stato di sonno ipnotico, l'atteggiamento corrispondente a un'emozione è sovrano per suggerire l'emozione. Qualunque sia la passione che si vuol esprimere mediante l'atteggiamento del paziente, quando i muscoli necessari a questa passione entrano in giuoco, la passione stessa scoppia ad un tratto.
I cani, i bambini e perfino gli uomini fatti che lottano scherzando, finiscono per adirarsi sul serio. Il riso e le lagrime sono contagiosi.
Il cerimoniale cattolico è destinato a suscitare i sentimenti religiosi, il galateo, il regolamento militare sono altri esempi della potenza del mimetismo come suscitatore degli stati corrispondenti.
Noi perverremo a dare alla ginnastica mentale basata sul "come se" la sua più grande potenzialità agendo insieme sul punto di partenza e sul punto di arrivo, combinando l'autosuggestione dell'idea e l'autosuggestione attiva.
Nel tempo stesso che si darà all'idea che vogliamo suggerirci la sua traduzione in atto, daremo a quest'idea stessa il suo massimo di valore.
Ora sarà concentrandosi semplicemente su quest'idea senza sforzo apparente; ora (più spesso) sarà richiamando noi stessi con energia, stimolandoci, scuotendoci, rimproverando a noi stessi la, nostra sensibilità eccessiva, ecc.
Questo è l'allenamento autosuggestivo propriamente detto. L'idea curativa, riscaldata mediante questa ripetuta eccitazione suggestiva, troverà sempre più facilmente la la sua realizzazione. L'atto diventerà sempre meno difficile da compiere o da evitare; ciò che facevamo prima a contraggenio non tarderà a farsi con minor ripugnanza e ben presto persino con piacere.

Fabrizio - Benessere Mentale



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